ANCORA SUL PAPA E LA LOBBY GAY IN VATICANO. Conferme e precisazioni da un argentino che partecipò all’incontro di papa Francisco con i religiosi della CLAR

Il Papa con la Presidenza della Conferenza latinoamericana dei religiosi; José María Arnaiz al centro con le mani sui braccioli della sedia
Il Papa con la Presidenza della Conferenza latinoamericana dei religiosi; José María Arnaiz al centro con le mani sui braccioli della sedia

José María Arnaiz faceva parte della delegazione della Confederazione latinoamericana dei religiosi che il 6 giugno si riunirono con papa Francesco in udienza privata. Nella sua qualità di membro dell’equipe teologica anch’egli partecipò al dialogo a 7 (6 più il Papa) nella biblioteca vaticana e ad un successivo momento riservato con il suo arcivescovo di un tempo. Dopo la cronaca dell’incontro apparsa sul sito cileno Reflexion y liberación che ha spinto la CLAR a precisare che si trattava di “una sintesi basata sui ricordi dei partecipanti” Arnaiz dà conto della riunione in un articolo pubblicato dall’edizione sudamericana di Vida Nueva, la rivista spagnola che da quasi un anno si pubblica anche in Argentina.

Sui punti più delicati, ripresi dalla stampa di tutto il mondo, il marianista argentino conferma quanto già dichiarato dalla CLAR, che il testo divulgato “in nessun modo raccoglie le espressioni esatte del Santo Padre”. Osserva che gli appunti vennero elaborati “da qualcuno della presidenza dell’organismo con la sola intenzione di conservare il ricordo dello stupendo dialogo che si svolse”. Fa poi riferimento al punto più eclatante: «che il Papa avrebbe detto che si parla dell’esistenza di una “lobby gay” nella Curia di Roma». Arnaiz, confermando che il tema è uscito commenta le due diverse conclusioni che se ne possono trarre e che hanno entrambe sostenitori e dissenzienti. “Che il papa non dovrebbe parlare con tanta confidenzialità negli incontri… e che deve imparare”. L’autore dell’articolo dichiara di non essere affatto di questa opinione: “Impressionante la delicatezza umana e cristiana con cui [il Papa] ha toccato il tema… la tenerezza  con cui lo ha fatto, che è parte della sua nuova grazia”. L’altra conclusione è che non bisogna dimenticare che “viviamo nel tempo della cultura digitale e che si deve distruggere prima che senza volerlo venga messo in rete (nella “nube”)”. Arnaiz, considerando “giusta” la preoccupazione, si augura che “papa Francisco non cambi affatto… Sì, dobbiamo cambiare, e molto, la CLAR e so che lo vogliamo e possiamo fare”.

José María Arnaiz in altra parte dell’articolo riferisce che il Papa ha parlato molto di “quotidianità” ma  che è anche entrato in “grandi temi”. La riforma vaticana:“Il potere nella Chiesa non può essere così centralizzato a Roma e concentrato nella persona del papa”; la questione della giustizia sociale: “Per lui non sono pochi coloro che sono impegnati sistematicamente perché ci siano poveri, e molti”. Il Papa allo stesso tempo riconosce “che lui non possiede l’ultima parola su ogni tema e ha bisogno di ascoltare attentamente”. Ma si nota – aggiunge poco dopo – “che non gli manca strategia e questo è indispensabile”. Nell’offrire la sua testimonianza sull’incontro in Vaticano tra papa Bergoglio e la presidenza della CLAR Arnaiz parla nell’articolo di come ha trovato il Papa: “pieno di pace come se non fosse uno che ha davanti una gran quantità di sfide”, “sereno”, “fiducioso”, “tenero”, “senza fretta”, “chiaro e deciso allo stesso tempo”.

“Ho sentito che la sua persona profuma di santità” scrive ad un certo punto.

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