NIENTE REFERENDUM SULL’ABORTO. Pochi gli uruguayani che lo vogliono

Referendum Uruguay

L’insuccesso di chi voleva promuovere la revisione della legge sull’aborto tramite un referendum ha proporzioni vistose. Neppure il 10 per cento degli uruguayani è andato alle urne per richiederlo. Ce ne voleva un 25% perché la consultazione referendaria potesse avere luogo. Alla fine della giornata di ieri i numeri erano impietosi e azzeravano ogni possibilità che la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza già operante in Uruguay da sei mesi possa essere modificata in un futuro prossimo.

I promotori hanno preso atto della sconfitta, dall’episcopato non ci sono ancora reazioni. I vescovi dell’Uruguay hanno appoggiato con decisione l’iniziativa pre-referendaria, mostrando una certa distanza da un “sentire” collettivo oramai sfavorevole a legislazioni che tutelino la vita dal momento del concepimento. Maggior impegno avrebbe meritato una battaglia di appoggio ai centri pubblici e privati di sostegno alla maternità per restringere il più possibile il ricorso all’aborto entro le prime 12 settimane “per penuria economica, motivi sociali o familiari”.

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