L’EREDE DI CHAVEZ DAL PAPA. Dopo gli ex guerriglieri Mauricio Funes e José Pepe Mujica le porte del vaticano si apriranno per Nicolás Maduro

Il quadro con il ritratto di Bolivar che Maduro regalerà al Papa
Il quadro con il ritratto di Bolivar che Maduro regalerà al Papa

Gli ultimi adempimenti in terra natia del presidente venezuelano sono stati un paio di Tweet sulla visita di lunedì in Vaticano, poi la riunione con il nunzio Pietro Parolin e il presidente della Conferenza episcopale del Venezuela Diego Padrón nel palazzo presidenziale di Miraflores. La versione di Maduro sulla riunione è giunta poco dopo, in un atto moltitudinario con i suoi sostenitori nello stato di Trujillo. Ad essi ha riferito di aver detto tutto ai due ecclesiastici senza peli sulla lingua, “in maniera rispettosa, con un sorriso, ma proprio tutto, piaccia o non piaccia la verità”. Maduro non avrebbe lesinato rimproveri alla Chiesa locale, primo fra tutti quello di aver perso l’opportunità di “apprezzare in vita” il defunto presidente Chávez: “In 100 anni non c’è mai stato un presidente così onesto, autentico e sinceramente cristiano”. Più caute le dichiarazioni successive alla riunione rilasciate da Parolin e Padrón. Il primo ha parlato di un “colloquio proficuo” e ha detto di “sperare che l’udienza del Presidente con il Santo Padre sia veramente di grande utilità per la riconciliazione del paese”. Il secondo ha elencato i temi discussi – l’insicurezza, la penuria, i detenuti, l’educazione e il ruolo della Chiesa nel servizio educativo – e si e’ dichiarato “convinto della necessità di mantenere una relazione frequente tra entrambe le istituzioni”. E proprio quest’ultimo punto può essere considerato la sostanza dell’incontro, l’accordo cui si è pervenuti di mantenere “riunioni permanenti” tra Chiesa e governo. Nicolas Maduro ha quindi caricato sull’aereo il quadro di Bolivar che regalerà al Papa ed è decollato per Roma.

Le parole del cardinale di Caracas, che non ha partecipato ai colloqui preliminari al viaggio, hanno raggiunto Maduro nella capitale, intento a ricevere elogi dalla Fao per le politiche venezuelane nella lotta alla denutrizione nel paese. Parole che suonano più dure di quelle pronunciate dal rappresentante pontificio e dal presidente dei vescovi venezuelani. Al canale Globovision, notoriamente critico del governo, Jorge Uriosa Savino ha detto di considerare “estremamente positivo” l’incontro di Maduro con papa Francesco. “Il Papa proporrà al presidente Nicolás Maduro di promuovere una convivenza sociale e politica molto più serena e quindi molto più democratica in modo che non si ripeta l’orrore che si è visto nell’Assemblea Nazionale”. Ha anche ricordato che la Santa Sede è intervenuta in conflitti “terribili” per il mondo come quello che minacciava di scoppiare tra Cile ed Argentina per il canale del Beagle, o le parole di Giovanni Paolo II prima dell’intervento militare degli Stati Uniti in Irak .Ha poi difeso l’operato della Chiesa venezuelana. “Siamo stati critici perchè abbiamo una responsabilità verso il Venezuela; come cittadini ma anche come vescovi dobbiamo indicare il cammino di una convivenza pacifica dal punto di vista politico, sociale ed economico”. Il cardinale di Caracas ha ricordato che “in molte occasioni Il presidente Chavez ha avuto un atteggiamento molto critico, duro e negativo” verso la Chiesa . Questo potrebbe essere il momento di un nuovo incontro. Dio voglia “che quando il presidente ritorni usi un linguaggio molto più sereno, molto più rispettoso, molto più democratico e riconosca l’esistenza e l’importanza di chi dirige e forma parte dell’opposizione”.

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