GIUSTIZIA SOMMARIA. Dopo i linciamenti della scorsa settimana in Bolivia arriva la condanna della Chiesa

Sepolto vivo 2

“Non è linciando un adolescente che si fa giustizia. Non voglio e non posso credere che questo minorenne sia un incorreggibile che bisogna eliminare”. Sono parole dell’arcivescovo della città boliviana di Santa Cruz Sergio Gualberti, pronunciate domenica nella cattedrale con tutta la solennità del caso. L’episodio a cui si riferisce non è nominato con tanto di dettagli ma tutti quelli che hanno ascoltato l’omelia del prelato sapevano che si riferiva al caso di Colquechaca, un villaggio andino a 400 chilometri al sud di La Paz, dove un diciassettenne accusato di aver abusato di una madre ed averla poi assassinata è stato trascinato davanti alla fossa della vittima ancora aperta e sepolto vivo con il cadavere di lei. Nella stessa settimana, in altre provincie della Bolivia, sono avvenuti dei linciamenti di ladri colti in flagrante, secondo una legge atavica ancora praticata in alcune comunità indigene. Anche ad essi si è riferito il prelato: non sono il modo di far giustizia, e danneggiano la società.

Torna alla Home Page