LA FAVELA CI SARA’. Anche carcerati minorenni e malati nella settimana del Papa a Rio de Janeiro

La cappella São Sebastião, nella favela di Rio de Janeiro che visiterà papa Francisco
La cappella São Sebastião, nella favela di Rio de Janeiro che visiterà papa Francisco

La Favela del Papa, com’è già stata ribattezzata, in realtà si chiama Varginha, ed è una piccola comunità di 2500 persone all’incirca (non si sa mai quante ne vivano in una favela) accampate tra due rigagnoli putridi nella zona nord di Rio de Janeiro, il Complexo de favelas de Manguinhos. Ma è più esatto chiamare il territorio dove s’inoltrerà papa Francisco con il nome che gli danno qui, la Fascia di Gaza carioca. Nell’area ci sono due cappelle, São Jerônimo e São Sebastião ed è in questa seconda, inaugurata 41 anni fa dal cardinale di Rio Eugenio Araujo Sales, che papa Francisco arriverà giovedì 25 luglio verso le 10,30 del mattino per dare la benedizione ai suoi stupefatti abitanti.

La Varginha è una delle favelas pacificate, come vengono chiamate. Il governo brasiliano di Lula prima, quello di Dilma poi, sono intervenuti con un mix di repressione militare per espellere i trafficanti, più dosi di programmi sociali, finanziamenti per l’avvio di piccole attività produttive e una postazione stabile di pubblica sicurezza, anch’essa con il nome accattivante di Unità di polizia pacificatrice. In realtà, almeno qui nella Varginha, quasi nulla di tutto questo è stato fatto, ma adesso, con il Papa in arrivo, gli abitanti si aspettano qualcosa. E qualche cosa la Segreteria municipale si è affrettata a promettere: un miglior mantenimento della rete elettrica e maggior pulizia della favela.

Meno Corcovado, dunque, nel programma definitivo di Rio 2013, con delusione di tanti cariocas. Il Cristo Redentore, simbolo della città, a suo tempo “asceso” da Giovanni Paolo II tra le acclamazioni della folla, verrà appena lambito da Francesco I. E anche meno Aparecida, dov’è stata sacrificata la grande messa sulla spianata della basilica dov’erano previste 400 mila persone per una celebrazione più raccolta, all’interno del santuario, davanti alla Vergine Negra. Il cardinale del posto, Raymundo Damasceno Asis, non dispera ancora di convincere gli organizzatori a reintrodurre la concentrazione pensata in precedenza.

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