Il paese sudamericano era stato spinto fuori dal Mercosur a giugno dello scorso anno e senza troppi riguardi quando ancora il presidente Fernando Lugo vagava di organismo in organismo protestando per la sua estromissione. Lugo, lo sappiamo, ha ottenuto la doverosa dose di solidarietà dai suoi colleghi e nulla più. Sappiamo anche che le elezioni di domenica non hanno premiato la sua formazione politica, il Frente Guasú, che a malapena porterà lui e un trio di altri senatori in Parlamento. Ma non ha neanche premiato il Partito Liberale di Efraim Alegre che lo avevano defenestrato, il quale, anzi, anche per questo è stato staccato con abbondanza dagli storici avversari repubblicani. Adesso è il momento di riaggiustare i cocci. E Horacio Cartes, l’eletto, il vincitore, ha detto che farà la sua parte, che include anche l’accettazione del Venezuela nel Mercosur, che proprio il Paraguay voleva lasciare fuori dalla porta. Cartes ha riconosciuto che “uscire dal Mercosur è stata una tonteria”. Rivolto ai renitenti del suo partito, indignati per essere stati preferiti al Venezuela che ha subito fatto il suo ingresso nel blocco, ha aggiunto che “i senatori non possono impedire che arrivino investimenti, che vengano industrie a dare lavoro”. La decisione di ritornare è un buon primo passo del suo governo. Atteso anche dagli altri partener dell’alleanza, che a poco più di un giorno dalla vittoria di Horacio Cartes e del Partito Colorado gli hanno dato il benvenuto. “Lo aspettiamo nel Mercosur” l’ha felicitato Cristina Kirchner: “Il suo posto è qui con tutti noi”. Il resto dei “noi” è arrivato a ruota. L’uruguayano Mujica, anzi, si è spinto più in là, invitando sin da ora Cartes a partecipare al vertice di presidenti già previsto in giugno a Montevideo.
BENTORNATO PARAGUAY! Le porte del MERCOSUR si sono di nuovo spalancate e il neoeletto presidente non resterà sulla soglia

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