A quasi un anno dalla destituzione di Fernando Lugo – che è comunque in campo per un seggio senatoriale nelle elezioni del 21 – i paraguayani tornano a dividersi tra due storiche formazioni politiche nazionali, di matrice liberale una, conservatrice la seconda. E mentre la magistratura ricorda ai tre milioni e mezzo di elettori che il voto è obbligatorio, i vescovi si sforzano per introdurre nella competizione elettorale dei criteri che orientino la scelta dei loro concittadini. Così, in una nota che porta la data di oggi 18 aprile i presuli collocano al primo posto della loro riflessione il bene comune, intendendo riferirsi, con il termine abusato da tutti i contendenti, la necessità di premiare con il voto chi dia le migliori garanzie di sapere e volere attuare politiche di stato a beneficio di tutti, soprattutto i più bisognosi. Subito dopo, nella scala di misurazione proposta agli elettori, i vescovi indicano la lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione, e la realizzazione della riforma agraria. Nell’appello della Chiesa ci sono anche parole forti contro la compravendita di voti, una pratica diffusa nel passato, ma che anche nella campagna elettorale appena conclusa non è mancata.
La partita elettorale, comunque, si gioca a due, con il candidato del Partito Liberale, Efraim Alegre da una parte, un avvocato di 50 anni, e l’imprenditore Horacio Cartes, 56 anni, dall’altra, che cerca di riportare al governo il Partito Colorado. Alegre è già stato deputato per due mandati, dal 1998 al 2008, per poi diventare Ministro alle opere pubbliche, carica che ha esercitato fino al giugno del 2011. Cartes, dal canto suo, ha un curriculum da impresario con interessi in una impresa di tabacco e una seconda di liquori, oltre ad aver fondato e amministrato una casa di cambio ed una banca. Entra in politica nel 2009, affiliandosi al Partido Colorado, per poi fondare il Movimiento Honor Colorado con cui vincerà le primarie che lo lanciano alla candidatura presidenziale per l’Asociación Nacional Republicana.
Gli ultimi due sondaggi diffusi dai media paraguayani sono contradditori. Il primo assegna al liberale Alegre un 32 per cento di consensi contro il 45 per cento attribuito al conservatore Cartes. Il secondo sondaggio elettorale ribalta la situazione e assegna ad Alegre un 36,7% contro il 34,8 dell’avversario Cartes. La differenza è sensibile e viene spiegata da alcuni commentatori del Paraguay con l’alleanza dell’ultima ora che i liberali di Alegre avrebbero raggiunto con il partito Unión Nacional de Ciudadanos Éticos, di tendenza nazionalista, il cui leader è un’altra figura storica del panorama politico del Paraguay, il generale Lino Oviedo, morto in un incidente aereo nel mese di febbraio. L’alleanza, siglata nella reta finale della campagna elettorale, sarebbe la ragione dell’avanzata dei liberali di Efraim Alegre.
Nessuna chances per la sinistra, il cui rappresentante, un ex presentatore televisivo, Mario Ferreiro, è dato a poco più del 10 per cento in un caso, e al 9 in un altro.

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