La divaricazione nella valutazione della povertà in Argentina non è di oggi; risale, anzi, ai tempi in cui l’Università cattolica di Buenos Aires e il cardinal Bergoglio come suo Gran cancelliere decisero di istituire un apposito osservatorio che la tenesse d’occhio. Da allora le cifre ufficiali e quelle dell’istituzione accademica si allineano una di fianco all’altra e si contrappongono con asprezza. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio sociale dell’Università cattolica relativo al 2012 stima nel 26,9 per cento il numero degli argentini sotto la soglia della povertà, quasi 11 milioni di persone, con un aumento del 5 per cento rispetto al 2011. Diversi i numeri del governo, che parlano di un 5,4 per cento di poveri, vale a dire 2 milioni e duecentomila persone su un totale di 40,7 milioni. La differenza non è di poco conto: all’incirca 9 milioni di individui.
C’è da dire che la presidente, Cristina Kirchner, non gradisce la comparazione, che è stata ed è fonte di tensione con la Chiesa argentina e lo stesso cardinale Bergoglio che ne è stato a capo in qualità di presidente dei vescovi sino a pochi mesi fa. Una tensione che proprio oggi i la Conferenza episcopale ha voluto attenuare smentendo chi parlava di ripetuti rifiuti opposti dai coniugi Kirchner alle visite di Bergoglio alla Casa Rosada.
Chi ha ragione?
Per l’Istituto nazionale di statistica e censo (INDEC), dal 2007 gestito dal governo, con una entrata minima di 714 pesos (110 euro all’incirca al cambio attuale) una famiglia argentina cessa di essere indigente, per l’Università cattolica solo a partire dai 1449 (220 euro) si può considerare oltre la soglia dell’indigenza estrema. Lo stesso succede con la misurazione della povertà. Per il governo una famiglia tipo può vivere con 1.588 pesos al mese (poco meno di 300 euro), mentre per l’Osservatorio ce ne vogliono 3.266 (quasi 500 euro) per sbarcare il lunario. Di qui, secondo l’altezza a cui viene posta l’asticella, l’enorme differenza nel determinare la quantità di argentini rispettivamente al di sotto o al di sopra della fatidica soglia.

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