Papa Francesco è avvezzo alle baraccopoli di Buenos Aires, le villas miserias come sono conosciute, e non si tirerà certamente indietro davanti ad una favela brasiliana. L’arcivescovo di Rio de Janeiro ne è convinto, al punto tale che proporrà al Papa una visita ad una delle tante favelas della città. “Il mio sogno è portarlo al Cristo Redentore e credo che accoglierà molto bene l’idea” ha dichiarato monsignor Orani João Tempesta rivelandone subito dopo un secondo, quello, appunto, “di portarlo in una comunità povera, una favela”. Non ha chiarito se il suggerimento è stato trasmesso al comitato organizzatore della Giornata mondiale della gioventù e da questi a Roma perché fosse sottoposto alla considerazione di papa Francesco ma l’arcivescovo la proposta l’ha lanciata in pubblico ed è convinto che verrà accettata. Sulla giornata in sé monsignor Tempesta si aspetta una partecipazione come non è mai avvenuto nelle edizioni precedenti.
Che il Papa sia un argentino “aumenterà senza dubbio la curiosità di conoscerlo e attrarrà un numero maggiore di persone dai paesi vicini”. La previsione di una partecipazione moltitudinaria al di là delle previsioni, nell’aria sin dopo l’elezione del primo Papa latinoamericano, sta lasciando il posto a un certo allarme. I punti di coordinamento instituiti nei diversi paesi del continente, attraverso cui fluirà la partecipazione di giovani e non verso Rio, registrano un aumento quotidiano di adesioni.
L’edizione del prossimo luglio sarà la seconda che si celebra in America Latina, 26 anni dopo quella che ha avuto luogo proprio in Argentina, a Buenos Aires, nel 1987 con Giovanni Paolo II. Allora Bergoglio aveva poco più di cinquant’anni ed era in Germania per ultimare la tesi dottorale, oggi è il 266 vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica.

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