CUBA SOGNATA, CUBA POSSIBILE. Un manifesto politico s’aggira per l’isola. E le autorità non lo frenano

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logo casa_cubaNello spagnolo cubano, dall’accento leggermente aspirato, il titolo ha una sua musicalità: Cuba soñada-Cuba posible-Cuba futura: propuestas para nuestro porvenir inmediato. Si tratta di poche pagine, tre per l’esattezza, spaziatura minima, XXIII punti in lettere romane. La novità non sta solamente in quel che vi è scritto, ma in chi lo ha scritto. Si tratta di un gruppo di intellettuali, professionisti, docenti universitari che continuano a definirsi chi marxista, chi socialista repubblicano, chi anarchista e chi cattolico. Si riuniscono da un paio di anni all’ombra del Laboratorio Casa Cuba, uno spazio di dialogo sulla democrazia sorto e cresciuto al riparo del cardinale di L’Avana Jaime Ortega. Il megafono più forte alle loro tesi e riflessioni è Spazio Laicale, la rivista dell’arcidiocesi di L’Avana, anch’essa benvoluta dal cardinale cubano che qualche giorno fa ha rivelato il contenuto dell’appunto manoscritto dal cardinal Bergoglio che sintetizzava l’intervento pronunciato in conclave prima della sua elezione al soglio pontificio.

Casa Cuba si muove nel solco aperto da Raul Casto, che ha chiesto ai cubani di riflettere e contribuire alla Riforma costituzionale allo studio. Apertura presa sul serio dai frequentatori di Casa Cuba che hanno redatto un pacchetto di proposte volte a riformare l’assetto istituzionale del loro tribolato paese. Separazione dei poteri, riconoscimento delle libertà fondamentali, “molteplicità sociale e politica”, rispetto delle differenti identità religiose presenti nel paese e loro “auto-organizzazione in comunità con personalità giuridica propria”. Nel programma, vi si trova anche il principio di sussidiarietà, esposto a chiare lettere con queste parole: “Quando un problema può essere risolto alla base – in ambito locale, associativo, o di un collettivo di lavoratori – le istanze superiori non devono intervenire nella soluzione”.

Cuba sognata, Cuba possibile, Cuba futura è un documento squisitamente politico, e gli estensori non lo nascondono. Un documento che circola, raccoglie adesioni… e che il governo cubano non ostacola.

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