FINCHE’ PENA DI MORTE NON VI SEPARI. Il cardinale di Lima Cipriani giudica “incompleto” il testo dei vescovi del Perù “perché l’aborto è più grave” della pena capitale

Juan Luis Cipriani, 72 anni, cardinale e arcivescovo di Lima, Perù
Juan Luis Cipriani, 72 anni, cardinale e arcivescovo di Lima, Perù

La campagna elettorale peruviana divide la Chiesa. O, ad essere più precisi, il cardinale di Lima Juan Luis Cipriani da una buona parte della conferenza episcopale del suo paese. Il detonante sono state le opinioni della figlia dell’ex-presidente Alberto Fujimori lanciata verso la presidenza – il 5 giugno ci sarà il ballottaggio tra Keiko Fujimori e il secondo eletto Pedro Pablo Kuczynski – che non vedrebbe male la pena capitale in certi casi, come quello di chi “viola un bambino di meno di 7 anni”. Una persona così “non merita di vivere” ha ribadito la virtuale futura presidente del paese andino.

Non così per Consiglio permanente della Conferenza episcopale del Perù, formato da 12 dei 47 vescovi del paese, che riconoscono che la dottrina cattolica ammette “in casi di estrema gravità il ricorso alla pena di morte”, ma citando papa Francesco concludono che “oggi come oggi la pena di morte è inammissibile”.

Una posizione che all’arcivescovo di Lima è parsa parziale e incompleta. Al punto di sentirsi in dovere di criticarla e prendere le distanze dal propri confratelli. Il cardinal Cipriani l’ha argomentato nel corso della trasmissione del 30 aprile di Diálogos de Fe di Radio Programas del Perú Televisión dicendo che quella espressa nel comunicato della Conferenza episcopale “non sembra una visione d’insieme di quelli che sono i principi della dottrina sociale della Chiesa”. Ha poi chiarito di non voler “difendere la pena di morte, ma si sto dicendo che mi sembra incompleto che quando ci sono migliaia e migliaia di aborti e quando siamo sottoposti alla pressione del tema del matrimonio di omosessuali esca un comunicato molto parziale, che è facile identificare”.

Quello che divide il cardinale di Lima, notoriamente Opus Dei, dalla maggioranza dei vescovi del suo paese che sottoscrivono il documento appena pubblicato che disapprova la pena di morte verso cui mostra una certa apertura la figlia di Fujimori è anche il diverso peso che questo tema avrebbe nell’insieme delle questioni morali codificate dalla dottrina cattolica.

Citando una lettera del 2004 scritta ai vescovi degli Stati Uniti dal Papa emerito Benedetto XVI – all’epoca cardinal Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede – il cardinal Cipriani ricorda che “non tutti i temi morali hanno lo stesso peso morale, per esempio l’aborto e l’eutanasia, ossia uccidere un bambino o uccidere un anziano”.

Per il cardinal Ratzinger citato dal porporato peruviano “se un cattolico discrepa con il Santo Padre sull’applicazione della pena di morte o sulla decisione di condurre una guerra non sarebbe indegno di ricevere la Sacra Comunione”. Per il cardinal Cipriani insomma può esserci una legittima diversità tra cattolici rispetto all’andare in guerra e applicare la pena di morte, ma non rispetto l’aborto e l’eutanasia.

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