LA PACE CONVIENE. Uno studio diffuso dal presidente della Colombia calcola i benefici economici che apporteranno gli accordi di pace una volta sottoscritti

La stretta di mano tra il presidente Santos e il capo delle Farc Timochenko che ha messo una data alla pace
La stretta di mano tra il presidente Santos e il capo delle Farc Timochenko che ha messo una data alla pace

Quello del 23 marzo 2016 è un giorno importante nel calendario dei colombiani. E’ la data che il governo di Juan Manuel Santos e la guerriglia delle Farc di comune accordo hanno annunciato per la firma gli accordi di pace i cui dettagli stanno per essere ultimati dalle commissioni negoziatrici riunite da quasi tre anni a l’Avana. A partire da questo momento la storia travagliata della Repubblica di Colombia prenderà un nuovo corso, lasciandosi alle spalle un conflitto di mezzo secolo che ha inciso non poco sullo sviluppo economico del paese. Proprio quest’ultimo aspetto viene risaltato nello studio che il Departamento Nacional de Planeación (DNP) ha divulgato in queste ore. Il rapporto intitolato Dividendo económico para la paz evidenzia “che la crescita potenziale del Prodotto interno bruto (PIB) potrebbe raggiungere il tasso annuale del 5,9 per cento”, quindi due punti sopra il livello attuale di crescita stimato nel 4%.

Lo stesso presidente Santos nel presentare la ricerca ha spiegato che essa applica “una metodologia che prende come riferimento 117 paesi che hanno sofferto conflitti armati e sono stati catalogati nella base dati dell’Università di Uppsala in Svezia”. L’informazione così classificata è stata elaborata alla luce di 16 variabili in base alla maggiore o minore intensità del conflitto nei luoghi considerati. Il risultato finale prende in esame 31 nazioni che hanno posto termine al conflitto con accordi di pace o con la vittoria militare di una delle parti. Le conclusioni ipotizzano un aumento tanto degli investimenti come del consumo domestico “nei primi anni dopo la firma dell’accordo”. Secondo le proiezioni della ricerca aumenterebbero anche gli investimenti di paesi terzi e le esportazioni della Colombia. “Il dividendo della pace sarebbe tra 1,1 e 1,9 punti percentuali di maggior crescita economica” segnala lo studio, dopo aver esaminato l’evoluzione economica in paesi con maggiori similitudini con la Colombia.

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